I veri sognatori sono i veri salvatori del mondo
Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è
Sono bellissime le parole di James Allen. Chissà se da grande lo leggerai.
Io sono stato latitante per troppo tempo con te. Non ho scuse.
In realtà ero latitante nella scrittura, non nel resto.
In quest’ultimo mese tu hai fatto progressi da gigante, che metto in un elenco puntato sicuro al 100% di dimenticarne qualcuno.
- Hai iniziato a fare il verso della papera e della rana, che però sono entrambi “Ca ca” e quindi metti spesso in difficoltà chi ti circonda
- Hai iniziato a dire il nome di mamma “Nanna” e papà “Doddo”
- Hai fatto le prime carezzine a Mya, che ha avuto un po’ paura
- Hai iniziato a correre e a calciare la palla con i piedi
- Hai iniziato a fare selezione sui cartoni: fai un bel “no no” quando un cartone non ti piace
- Ti lavi le manine da solo prima e dopo la pappa, con qualche piccolo supporto mio o del nonno
- Saluti gli altri bimbi (e i genitori) all’asilo, e mandi i bacini
- Riconosci tutte le parole nel libro delle parole. E fai il verso del lupo che è una meraviglia.
- Hai iniziato a cantare con noi la canzone degli Gnoli, ma ancora non capisci bene quando è il tuo turno.
- Usi con assiduità il piano da lavoro che ti abbiamo regalato. Fai versi con il trapano e ti sei innamorato delle pinze, che chiami “pippe”
Proprio in quel momento mi hai fatto piangere per la prima volta.
In effetti è strano. Non avevo ci avevo mai pensato ma mai avevo ancora pianto per te, neanche quando sei nato ed ero in ansia per la tua salute.
Forse un po’ gli occhi lucidi quando ti sei alzato in piedi o mi hai dato il primo bacino (a comando), ma mai come qualche giorno fa.
Facevamo i giochi con il piano da lavoro e mentre guardavo mamma che lavava i piatti, mi hai accarezzato la mano.
Lo hai fatto con una grazia quasi surreale, tanto che ho temuto che stessi male.
Poi però ti ho guardato in faccia ed ho visto che eri sereno. Felice.
Mi avevi già abbracciato altre volte o ti eri seduto sulle mie gambe, ma per la prima volta ho avuto la sensazione che quel gesto non ti venisse istintivo. Che fosse uno stato d’animo di affetto che provavi per me.
Forse è tutto un film nella mia testa, ma che bello è stato.
L’ho detto anche a mamma. Vale il biglietto di una vita.
Ci sono poche cose che ti gonfiano il cuore così tanto: leggere un libro con la mamma e poi parlare, montare il biliardino con il nonno (e poi giocarci e lasciarlo vincere); sono splendidi momenti, certo, ma prima di quel giorno non mi ero mai sentito così.
Non ce la faccio a descriverlo a parole, quindi non mi dilungo.
Dico solo che meriti il meglio di me. Perché sei speciale, e non lo dico perché me lo dicono all’asilo nido o perché sei mio.
Lo dico perché è vero.
La sfida, più grande di tante altre, è fartelo trapelare ogni momento insieme. Anche quelli brutti e difficili.
Per fare sì che emergano sempre questi tuoi lati.
Perché con una mamma come la tua, sono sicuro che è questo il persona che sei.
Cuore bello è il tuo, dolce e forte…come un leone 🙂
Ti amo
-papà