Day 62 – Quanto sbagliano i genitori

Forse la pandemia è una scusa, ma la vita dei genitori non è facile.

Ciao tesoro. Nelle ultime settimane la vita di mamme e papà è davvero costernata di cambiamenti.

Tu stai crescendo in maniera fenomenale: ormai interagiamo alla grande e facciamo sempre più giochi insieme.
Lotta, torture, cavallo e lettura sono le nostre principali attività insieme.
Le intervalliamo con qualche lancio di pallina o rincorsa in giro per la casa.

Purtroppo si sta insinuando un grande schermo nella nostra vita familiare. Quasi quotidianamente ormai ci tiene compagnia con canzoncine più o meno divertenti.


Naturalmente sto parlando della TV.
Sappiamo bene che questo schermo sarà l’anticamera di schermi molto più piccoli che terrai nelle mani per il 90% della tua vita e purtroppo ne io ne mamma siamo in grado di staccarci come vorremmo da tali strumenti infernali.

Entrambi ci sentiamo in colpa per in colpa per il lavoro che non stiamo facendo su noi stessi ed entrambi siamo consapevoli del bisogno bisogno che hai di avere a proteggerti 2 persone presenti e calme. 

A volte penso che questo è esattamente ciò che la nostra cultura attuale proibisce, o quanto meno disincentiva: mentre corriamo avanti e indietro tra chiamate di lavoro, richieste e decisioni varie.

Tutto questo è davvero difficile da gestire.
Ma questa è la vita no? Fatta di alti e bassi, impegni e decisioni. Priorità.

La cosa sorprendente per me è quanto sia coerente questo sentimento condiviso tra tutti i genitori con cui parlo. 
I testi e i post sui social media forse dicono la stessa cosa: sono i social stessi ad alimentare questo allontanamento.

A volte ho come l’impressione che la mia generazione sia troppo edonista e non così abituata al sacrificio o al giusto “caring” nei confronti di uno o più esserini dolci come te, che dal momento in cui precludono uno spritz, un calcetto con gli amici o una cena romantica, guadagnano un bel parking davanti alla TV o qualche ora dai “santi” nonni.

Non è giusto tutto questo.

Non te lo meriti. A volte mi sento come se stessimo fallendo in entrambi. Tu che non hai solo bisogno di me, hai bisogno di più di me. 
Ricercando una serenità economica o un traballante equilibrio noi “giovani adulti” finiamo col permettere a voi piccoli bimbi di passare una quantità di tempo davanti a uno schermo molto maggiore di quella che avremmo mai pensato di tollerare. 
Quindi ciò che dovrebbe (o dovrà) essere un premio perché ti sei comportato bene, o perché hai mangiato tutta la pappa senza fare i capricci, diventa una normalità quasi dovuta, alla quale sarà poi sempre più difficile farti rinunciare.

E sottolineo: quanto siamo fortunati ad avere un angelo come te come bambino.

Noi (io e la mamma) viviamo la lotta interiore di due adulti “felicemente” occupati, che non hanno paura di perdere il lavoro o altro. Ma è proprio il privilegio di questo punto di osservazione che in un certo senso lo rende così confuso. Questo è lo scenario migliore per te?

I virus, o in questo caso le pandemie, espongono e aggravano le dinamiche esistenti di una società, buone e cattive che siano. Sono come uno specchio del luna park, che ci riflette grossolanamente. Una di queste dinamiche è la gestione di un qualcosa straordinariamente primordiale e semplice, in un contesto culturale che fa di tutto per corrompere il bello. Viene chiesto agli individui “inesperti” di risolvere problemi che vengono creati sistematicamente.

Questa situazione attuale è quasi profeticamente progettata per mostrare la farsa del nostro approccio sociale alla separazione tra lavoro e vita privata.

C’è una sottile aspettativa che i genitori debbano trovare modi creativi per gestirselo da soli. 

La mia casella di posta, i feed di Instagram e il mio Google Discover sono pieni di idee creative per educare e prendersi cura di te, Leo. 
Quaderni, giochi, progetti creativi e Youtube, visite allo zoo virtuale, tutto virtuale.

Vedo questi tutti questi “suggerimenti utili” per migliorare la qualità dei nostri “insegnamenti” a te, per alzare i nostri standard. Ma oggi gli standard della nostra famiglia sono semplicemente di passare le giornate uggiose insieme sapendo rinunciare alla TV o senza accendere il pc o guardare il cellulare ogni 30 minuti.

Concludo questa letterina da incurabile metereopatico con una considerazione.
Questa situazione è quasi profeticamente progettata per mostrare la farsa del nostro modello sociale che ostenta la separazione tra lavoro e famiglia. 
Ci si aspetta che lavoriamo da casa a tempo pieno. 
E allo stesso tempo che ci prendiamo cura dei nostri figli a tempo pieno. 

In entrambi i casi con successo e portando dei risultati.

Anche se hai un raffreddore dall’asilo ti vogliono sbattere a casa ed alcuni nostri I nostri amici con figli hanno paura di frequentarci. Ergo, tu stai perdendo la giusta tranquillità, serenità, parte della socializzazione che meriteresti.

Ad essere onesti, non sono sicuro di quale sia la soluzione. 
Ma sono 4 giorni che il tempo è brutto e fuori fa freddo.
Spero che il tempo cambi velocemente e che possa cancellare velocemente questa lettera un po’ triste in cui mi interrogo su troppe cose.

Come dico sempre, la vita è anche questo. Forse le lezioni più belle e costruttive si imparano dal soffio del lupo cattivo sulla casa di paglia che troppo in fretta abbiamo mirato a costruire.

Ad ogni modo, sono sicuro che con mamma usciremo da queste domande attingendo alle nostre armi più potenti – amore, fiducia e ascolto – che ci hanno reso sempre all’altezza il compito di ricostruire un futuro migliore per noi, ma soprattutto per te.

E nel frattempo, ricorda questo: i genitori, anche quelli super-tosti, SBAGLIANO.

Ti amo.

-papà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.