Buongiorno amore,
anche stamattina sveglia presto per me (ore 05:10). Del resto, quando sono lontano da te e mamma non dormo mai bene.
Oggi torno a casa, dopo 3 giorni a Pescara in compagnia di colleghi e amici.
Mamma sta facendo di tutto per farci sentire vicini: ci videochiamiamo a colazione, quando sei sull’altalena, la sera prima di andare a letto.
Mi ha detto che cominci a “fare selezione” anche sui cartoni che guardi. Stai diventando ogni giorno più grande e per me è sempre una nuova scoperta vedere gli enormi progressi che fai ogni volta che torno da Pescara.
La cosa forse più bella però è quando ci rivediamo dopo una astinenza. Vale sia con te che con mamma. Ci fa capire quanto siamo legati e straordinariamente felici insieme.
Del resto lo dice anche la nostra canzone “Siamo tutti amici, e perciò felici, dentro al nostro cuore batte il buonumore che ci dà felicità”.
La nostra canzone di famiglia, che cantavo da piccolo con i miei genitori, e che canto con mamma nell’attesa che diventi grande per completarla, apre la mia riflessione su un argomento che davvero fino a pochi mesi fa non pensavo di aver affrontato con questo spirito: la positività.
Avere il buonumore non vuol dire esser superficiale o sorridere alla vita: significa prendere consapevolezza delle cose che non funzionano, che ci fanno arrabbiare e che non ci piacciono. Ma andare avanti.
Spesso quando vengo a Pescara finisco col parlare ore, ore e ore di lavoro.
Ascolto le frustrazioni dei miei colleghi o le loro ambizioni o crismi ricevuti da parte dei loro capi.
Il messaggio che proprio ieri ho cercato di passare a un mio collega è stato: “puoi spendere una serata lamentandoti ti ciò che non funziona di una cosa o di una organizzazione, fomentando il tuo astio e convincendoti da solo che puoi meritare (eventualmente) di meglio; oppure puoi prendere atto della situazione e fare la tua constatazione in 5 secondi, per poi iniziare a vedere il bicchiere mezzo pieno”.
Nel primo caso, guardando tutto in negativo inizi a roderti dentro e trasmetti malessere e insofferenza a chi ti circonda. Nel secondo caso invece chi ti è vicino vede una persona forte, sicura, consapevole dei problemi ma che comunque va avanti, fino a quando gli va.
Voltaire diceva che la più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore.
Anche io lo vedo come un atto di coraggio.
Come ho detto ieri sera a mamma al telefono “quando dobbiamo lottare per raggiungere un risultato, e poi alla fine ci arriviamo, il sapore che ha quella conquista è 10 volte più dolce rispetto a un traguardo raggiunto con pochi sforzi.
Con questo non dico di essere masochisti e ricercare la strada più tortuosa, ma penso che il prender coscienza di quanto si è fortunati è il primo passo per scalare le montagne più ripide.
Ti regalo un ultimo pensiero amore mio: la concretezza e la positività sono molto, molto contagiose. Detto da me sembra impossibile, me ne rendo conto.
Forse questo cambio di rotta è merito tuo, forse di una serie di congiunzioni astrali professionali e personali.
A me piace pensare che in questi mesi ho conosciuto altre persone, che mi hanno contagiato.
Figurati se pochi mesi sono bastati a me per capire una cosa tanto importante, che grande fortuna hai tu che già da piccolo hai mamma e papà che cercheranno di trasmettertelo ogni giorno. Con l’esempio, come sempre.
Ti amiamo davvero tanto!