Day 59 – Sei capace?

Ciao piccolino,

stavo rileggendo le tue lettere e pensavo a quanta aspettativa inconsciamente chi ti circonda ripone su di te. Molto dell’effetto delle mie letterine d’amore dipenderà da quando le leggerai.

Perciò ho deciso di scriverti anche qualcosa di un po’ più “leggero” e meno autoreferenziale.

Spesso quando ti parlo, quando stiamo insieme e quando ti scrivo mi sembra di annaffiare una piantina, per farla crescere robusta, forte e piena di autostima.
La verità è che autostima non equivale a “essere belli e bravi”, “potenziarci per raggiungere il risultato o essere migliori di..”, ecc.

Autostima significa sempre: auto-stimarsi ovvero conoscersi e capire che peso hanno le proprie virtù e le proprie debolezze.

Autostimarsi infatti vuol dire:

> essere consapevoli delle cose su cui possiamo contare per realizzare i nostri progetti

> conoscere altresì quali sono le caratteristiche che naturalmente non fanno parte di noi (debolezze, attività che non ci ispirano e non ci appassionano), ma che comunque possiamo decidere di imparare e sviluppare con lo studio e la pratica.

Il problema è che siamo talmente abituati a basare la valutazione di noi stessi sulla base di canoni esterni, su cosa gli altri fanno e su come gli altri sono, che ci siamo convinti di non valere abbastanza, di non essere capaci, di non piacere, di essere sempre (o quantomeno spesso) inadeguati.

Ho letto da qualche parte che ogni bimbo da piccolo ha una grande autostima, una grande fiducia in sé e nella vita.

Poi arrivano le prime sfide della vita, che fanno barcollare anche i migliori: i primi voti a scuola, il bisogno di sentirsi parte di un gruppo, di omologarsi agli altri, di non essere considerati sfigati.

Sarebbe davvero troppo facile dare tutta la colpa all’esterno, alla società, alla scuola e alla TV. La vera, cruda verità è che anche le mie parole e le mie azioni di genitore sono in grado di influenzare la tua autostima.

Piccolo mio, naturalmente il tuo temperamento mi è già ben chiaro nonostante la tua tenera età, ma sono sicuro che il comportamento mio e di mamma, nella più totale buona fede, rischierà un giorno di minare la tua autostima.

Quindi questa è una letterina anche per il me futuro, per la mamma, per tutti quelli che ti vogliono bene e che dovranno far attenzione al potere che le loro parole avranno su di te. Non c’è infatti bisogno di pronunciare frasi che ti facciano sentire sminuito, pur insegnandoti qualcosa.

Dovremmo in generale cercare sempre di metterci dall’altra parte e dire “io come mi sentirei al posto del bambino? Io come mi sentivo quando me lo dicevano con tono rabbioso e duro? Ora come mi sentirei?”

Ecco quindi come diventa un “non sei capace“:

“Prova… riprova… non ti preoccupare… io aspetto”
“C’è qualcosa che posso fare per aiutarti?”

Conoscendomi, sarà una bella sfida, ma per il tuo bene questo ed altro.
Ho già pregato la mamma e i nonni di menarmi se non sarò sempre all’altezza!

Ti adoro.
-papà

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