Ciao porcellino d’India,
anche oggi la mamma mi ha dato il buongiorno col tuo faccino stanco mentre bevevi il latte. Chiaramente in videocall visto che ero a Pescara, così tristemente lontano da te.
Ieri sono stato a cena con un po’ di colleghi, molto simpatici (c’era anche Pierpaolo, quello che ti ha regalato il cavallino di pezza). Abbiamo parlato tanto di lavoro e con Lorenzo, mio autista per questi 2 giorni, ci siamo fermati anche dopo fino la mezzanotte a parlare del nostro futuro.
In un paio di occasioni poco prima ho avuto modo di raccontare cose su di te, su quanto è surreale quando scegli i libri e ti siedi con cura sulle mie gambe per leggerli insieme, su quanto sei ruffiano quando ti rimprovero e fai il tuo sguardo tenero per addolcirmi.
Mi emoziona parlare di te, sempre
ogni
singola
volta.
A volte mi sembra impossibile che tutto questo stia succedendo a me, trovare la pace e l’atarassia grazie ad una piccola scimmia urlatrice.
Quando dovrebbe montarmi la tarantella perché mi dicono che meriterei più riconoscimenti professionali oggi sorrido e rispondo che ci sono altre “variabili” più importanti e gratificanti dello stipendio o del titolo professionale.
Mi stai facendo questo effetto a soli 14 mesi, pensa che bei superpoteri svilupperai “da grande”.
Ti amo
-papà