Day 51 – Fai selezione

Ciao bimbo mio d’oro.

Anche questo weekend sono stato latitante, scusami, ma in compenso ho passato un sacco di tempo con te.
Ti siamo venuti a prendere sabato mattina dai nonni a Numana, perché ci mancavi troppo e non riuscivamo a starti lontani troppo a lungo.

Ti avevamo lasciato da loro per il matrimonio di Alessio. Purtroppo io e mamma non riusciamo più a divertirci al 100% senza averti vicino.
Quanto siamo invecchiati e quanto siamo drogati di te..

Siamo stati al parco di Posatora ieri, c’erano un sacco di giochi divertenti e abbiamo potuto percepire la tua gioia, malgrado il grande tuo sonno.

Non ricordo bene come mai mi sia venuto in mente questo topic sull’amicizia, forse perché ieri sera abbiamo parlato con Nicolì di quanto siano cambiate negli anni le nostre amicizie nel corso degli anni, oppure perché in occasione del matrimonio di Alessio abbiam scherzato sui concetti di amici di serie a e serie b.

Questo è davvero uno di quegli argomenti difficili su cui vorrei dirti la mia, soprattutto perché quando sarai grande io e mamma vorremo sicuramente metter bocca sui tuoi amici e compagnie. Ci insisterò parecchio in queste lettere o magari dal vivo.

Segreto numero 1: le amicizie cambiano tantissimo in base all’età.
Quando sei ragazzino hai una sola “categoria” entro la quale annoverare i tuoi amici: prima quelli che giocano con te, poi quelli abbastanza “inseriti” per accompagnarti a rimorchiare, poi arrivano le compagnie, i gruppi di scuola e di università.
Poi ci saranno le fidanzate e di nuovo una rivoluzione.
Alla fine ti sposi e fai le uscite di coppia.
Poi arrivano i figli e, nonostante lasci i tuoi a casa, ti trovi a parlare il 90% del tempo con le coppie che hanno figli confrontando le performance dei mocciosi.
Mi fermo qui perché sono arrivato a questo punto, sicuramente dopo c’è altro.

Come tutte le altre cose le amicizie sono impattate da morire dalla quotidianità: magari ti sforzi come un matto per portare avanti un rapporto e stare al passo con le novità dei tuoi best friends ma poi il lavoro ti strabalta dall’altra parte del mondo e devi di nuovo ricominciare, o cambiare il modo di relazionarti con chi ti conosce davvero, o conoscere qualcun altro per poter sopravvivere.

Ma la vera domanda è: chi ti conosce davvero?
Il titolo di questa lettera, amore mio, non è casuale: fai selezione significa che è importante selezionare e capire bene bene bene quali sono le amicizie da coltivare.
Coltivare un’amicizia è impegnativo, l’affetto di un amico è uno dei sentimenti più pieni e più belli, ma è importante tener da conto le persone più importanti perché le giornate son troppo brevi per prendersi cura di tutti e non ti consiglio di portare avanti amicizie superficiali (dove parli solo di cose stupide o non ti apri mai fino in fondo)

Bisogna anche essere selettivi secondo me. Non bisogna essere snob, assolutamente; ma bisogna sapersi circondare di persone che ci fanno stare bene, che ci fanno sentire amati per come siamo, con cui riusciamo ad aprirci e di cui possiamo fidarci. Quando leggerai questo testo rispondi a questa domanda “con quante persone puoi essere al 100% te stesso senza paura di esser giudicato, senza bisogno di far il simpatico o di assumere un qualsiasi atteggiamento?” Sono davvero poche le persone con cui possiamo essere al 100% trasparenti.
Forse invecchiando si migliora in questo senso, il mio papà ad esempio ha un talento. Io ancora non ce la faccio.

L’amico del cuore
Tu quanti amici avrai? Come li troverai? Come li coltiverai?
Io nella mia vita ho cercato sempre di superare il concetto dell’amico del cuore. Non mi è mai piaciuto fare le classifiche; ho piuttosto cercato di circondarmi di chi mi volesse bene, senza pensare a qualche variabile o stereotipo (soldi, bellezza, bravura a calcio, moto o interessi).
Il tuo papà, amore mio, è un sacco strano e tu non devi assolutamente prenderlo come modello per queste cose.
Ma la cosa che per me ha sempre funzionato è stato rispondere a una sola domanda: quella persona mi vuole davvero, davvero bene?

Fino ai 30 anni ho fatto fatica a capire bene cosa volesse dire “voler bene”. Basti pensare che spesso vengono definite d’amore delle relazioni tossiche che tirano fuori il peggio dalle persone.
L’affetto di 2 persone che si sono scelte non è in discussione per un episodio, o per una frase uscita male: quando sei davvero un amico di qualcuno i tuoi valori e la tua cura nei suoi confronti sono talmente forti che non ti passerebbe neanche lontanamente per la testa l’idea di volerlo ferire, o di parlare o pensar male di lui/lei.
Sempre secondo me

La mamma mi dice che spesso scrivo in maniera incomprensibile quindi ti lascio con una frase che riassume un po’ tutti questi concetti, per cui l’uomo che sarai un giorno dipende in larga misura dagli amici che sceglierai.

I miei amici hanno fatto la storia della mia vita. In mille modi hanno trasformato i miei limiti in meravigliosi privilegi.

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