Day 33 – Evita i paragoni

Ciao bel bambino,

oggi ti sto scrivendo mentre raggiungo Fano per andare alla cena organizzata da un ex collega di lavoro e quindi, visto che ho un po’ di tempo per parlarti, mi fermo a ricordare di quando tante volte mentre viaggiavo per lavoro cercavo di ingannare il tempo ascoltando musica o pensando alle cose che mi sarebbe piaciuto fare da grande.

Avere dei sogni era bello.

Oggi in realtà così tanto più grande non sono e da quando ci sei tu mi rimane comunque molto più difficile pensare ai miei sogni.

Questo perché ti ho messo davanti a un sacco di altre cose, ma inevitabilmente quando non ci sei finisco col pensare che comunque non ti sto seguendo abbastanza.

Mamma ha la fortuna (?) di lavorare tre o quattro giorni settimana e io purtroppo faccio fatica a staccare la testa completamente dal lavoro. ù

C’è qualcuno che dice che conta la qualità del tempo che passi con tuo figlio e non la quantità. Secondo me è una grandissima cazzata.

Mentre facevo questa tratta Ancona-Pesaro pensavo e ripensavo a quanto ci tenessi a farmi un nome, diventare importante e ad essere un manager di successo.

Oggi ho scoperto che probabilmente è sempre la vecchia storia dell’ erba del vicino.

A conti fatti è da un bel pezzo che non mi manca niente, anzi le gratificazioni più grandi le raggiungo quando con mamma o con te raggiungiamo un piccolo traguardo (tu che cammini, che dormi, che fai il verso dell’uccellino).

La morale della favola è: ricerca il bello e soprattutto l’equilibrio già dal primo giorno di scuola, dalla prima interrogazione al primo esame universitario al primo lavoro con il primo capo; perché ti troverai ad affrontare una marea di sfide e situazioni in cui devi prendere decisioni, posizioni, scelte.

Se eviti di metterti in confronto con gli altri, chiedendoti se stai / sei meglio o peggio, beh lì hai vinto.

Pensa soltanto se quello che stai facendo ti rende felice e ti soddisfa per quello che pensi di meritare: a volte penserai di perdere tempo; a volte capirai che starai facendo sacrifici e accettando compromessi solo perché tutti gli altri lo fanno e perché qualcuno più grande di te (me incluso) ha avuto la pretesa di insegnarti cosa fosse giusto.

Diventare grandi insieme sarà sicuramente una bella gatta da pelare, ma guardandoti sorridere rivedo me stesso, e in un secondo tutte le paure e le ansie volano dentro un sacco e fanno spazio alla gioia e all’estasi.
Quelle emozioni che da mattina a sera, quando ti butti sul divano per prendere coccole e torture, inconsapevolmente sai regalarmi.

Ti adoro piccolo miracolo

-papà