Day 66 – Viaggi

Crescere è bello. Spaventa un po’ ma rende più consapevoli

Ciao piccolino mio,

reo di una ingiustificabile latitanza, trovo la voglia di scriverti alle porte di un viaggio semplice e romantico, che mi appresto a fare con mamma Anna.

Quindi eccomi a scriverti la solita letterina, con un sapore un po’ più strano del solito, per raccontare come sei cresciuto in questi mesi e quanto lo starti accanto renda un papà infinitamente grato e attaccato alla vita.

Ormai parli proprio come un grande, dici anche le parole difficili come “spazzatura”. Proprio ieri siamo stati in piazza Diaz e commentavi ogni cosa con il sorriso e la gioia di sta imparando a scoprire il mondo.

Quanto è vero quando i più grandi dicono “ormai comanda lui”, non perché sei viziato o particolarmente capriccioso, quanto piuttosto per quanto la tua felicità e il tuo sorriso siano la prima cosa che muove mamma e papà, che non vorrebbero lasciarti mai.

Ciò che facciamo insieme, poi a dirla tutta, è abbastanza ripetitivo: giochiamo con le macchinine e con il garage, facciamo le passeggiate, andiamo sul trattore (che ancora non sai pedalare), eppure stare insieme (anche quando fai le tue piccole lagne da bimbo) sarà qualcosa che in questi giorni di viaggio mi mancherà infinitamente.

Tu stai facendo le tue scoperte: ancora non hai mai fatto la cacca nel vasino, ma ti impegni tanto per farci vedere quanto spingi; anche all’asilo con gli amichetti sei il preferito della classe. Le bimbe ti pettinano e con i bimbi fai la lotta, perché tu sei il tipo di bimbo che va d’accordo con tutti. Come la tua mamma.

Lo scorso weekend siamo stati in riva al mare e hai fatto dei giochi in cui ti sei divertito un sacco, sullo scivolo e sull’altalena. Così come al Poggio o al posto a vedere le barche.
Sono le cose semplici che riempiono il cuore, è proprio vero.

Sono semplici le nostre interazioni, le mie domande chiuse, il mio chiederti “cosa sei te?” e il rispondermi “il tortellino di papà Giorgio”.

Tutto ciò che fai moltiplica la mia dopamina e il tuo sorriso dolce accelera il mio bisogno di coccolarti e di abbracciarti.

Spesso quando eri più piccolo cercavo di pensare alla bussola che sarei voluto diventare per te.
Ma questi sentimenti incalzanti lasciano spazio solo all’amore e al desiderio di vederti felice.

Io non lo so se tu mi chiederai mai cos’è la felicità, ma a differenza di Cattelan penso di essere abbastanza preparato.

Ti amo tesoro mio. Tuo papà Giogio

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